Milano, 31 ago. (Adnkronos Salute) - Cinquanta pazienti visitatidai medici dell'ospedale regionale Umberto Parini di Aosta, 32 già in cura e 5 in attesa di trattamento. E' l'ultimo bilancio della cena a base di tinca cruda contaminata da un verme asiatico (clonorchis/opistorchis) in Valle d'Aosta. Una serata alla quale hannopartecipato 85 persone (di cui 27 residenti in Valle d'Aosta e 58 provenienti da fuori regione), ricorda l'Ausl nella nota di aggiornamento.
Secondo i dati della Struttura complessa di malattie infettive, sono in tutto 37 i pazienti infestati dal parassita 'con gli occhi a mandorla', di cui 32 già trattati (o durante il ricovero in ospedale oin ambulatorio) e 5 per i quali è stato programmato il trattamento. Restano da rivalutare nei prossimi giorni 10 pazienti (già visitati dai medici) che non hanno manifestato chiari segni di infestazione. E tre persone che devono ancora eseguire il primo accertamento.
"La struttura di Igiene degli alimenti e della nutrizione e quella di Igiene e sanità pubblica dell'Ausl - annuncia l'azienda - stanno provvedendo a ricontattare" i commensali "non residenti in Valle d'Aosta" e presenti alla cena di fine luglio, "per consentire i necessari controlli del caso".
martedì 31 agosto 2010
martedì 24 agosto 2010
Deutschland uber alles
Ciao a tutti,
siamo rientrati domenica da un viaggio di un paio di settimane nella terra dei krapfen, dei wurstel, dei brezen e della birra... che dire, la Germania si conferma sempre meta piuttosto interessante, da molti punti di vista. Oltre che Paese anni luce più civile del nostro, anche se ormai ci vuole poco.
Berlino è una città incredibile: strana, vivace, underground (molto), piena di cultura, proiettata in avanti pur valorizzando la sua storia. Non a caso è cambiata molto dal '99, anno dell'interrail e dell'eclissi. Ma sinceramente l'unica cosa che ho trovato peggiorata è la cucina di Georg, purtroppo... no la birra no, quella è sempre speciale (e al metro)!
A tarda notte un irlandese e una neozelandese, seduti al tavolo con noi in un biergarten e piuttosto inclini ai piaceri dell'alcol, ci hanno proposto questa sintesi: "Berlino è una città che non giudica: è un posto dove niente e nessuno è normale".
Vi allego qui sotto qualche scatto, ciao e a presto!
Potsdamer Platz
Fino all'89 era la "terra di nessuno" tra est e ovest più ampia della città (12 ettari). Nel '99 era solo un immenso cantiere. Oggi è uno dei simboli della riunificazione. Questa è la spettacolare cupola di vele e acciaio del Sony Center.

Gedächniskirche
Cattedrale gotica bombardata nel 1943, così lasciata a futura memoria. Accanto, la nuova chiesa grattacielo eretta nel 1961.

Eroi sovietici...

...ed eroi tedeschi!

Le vite degli altri
La via e il palazzo dove sono state girate diverse scene del film.

Il memoriale dell'olocausto
Inaugurato nel 2005, suggestivo. Vi risparmio le foto poi scattate a Buchenwald.

Ristoranti
Macondo, in salsa tedesca (con crauti)...

Più che a Napoli e a Diego, un omaggio all'Allenatore nel pallone!

Architettura DDR
Un bell'esempio di edilizia popolar-socialista... chissà che ne penserebbe Alemanno! Sullo sfondo, Alexander Platz e l'antenna della ex tv di Stato della Germania Est (alta più di 300 metri).

Murales
Nel 1990 un chilometro di muro venne lasciato su per essere dipinto da diversi artisti. Qui sono immortalati lo storico bacio del 1979 tra Honecker e Breznev, la forza travolgente della volontà popolare e... poteva mancare la Sardegna?!



siamo rientrati domenica da un viaggio di un paio di settimane nella terra dei krapfen, dei wurstel, dei brezen e della birra... che dire, la Germania si conferma sempre meta piuttosto interessante, da molti punti di vista. Oltre che Paese anni luce più civile del nostro, anche se ormai ci vuole poco.
Berlino è una città incredibile: strana, vivace, underground (molto), piena di cultura, proiettata in avanti pur valorizzando la sua storia. Non a caso è cambiata molto dal '99, anno dell'interrail e dell'eclissi. Ma sinceramente l'unica cosa che ho trovato peggiorata è la cucina di Georg, purtroppo... no la birra no, quella è sempre speciale (e al metro)!
A tarda notte un irlandese e una neozelandese, seduti al tavolo con noi in un biergarten e piuttosto inclini ai piaceri dell'alcol, ci hanno proposto questa sintesi: "Berlino è una città che non giudica: è un posto dove niente e nessuno è normale".
Vi allego qui sotto qualche scatto, ciao e a presto!
Potsdamer Platz
Fino all'89 era la "terra di nessuno" tra est e ovest più ampia della città (12 ettari). Nel '99 era solo un immenso cantiere. Oggi è uno dei simboli della riunificazione. Questa è la spettacolare cupola di vele e acciaio del Sony Center.

Gedächniskirche
Cattedrale gotica bombardata nel 1943, così lasciata a futura memoria. Accanto, la nuova chiesa grattacielo eretta nel 1961.

Eroi sovietici...

...ed eroi tedeschi!

Le vite degli altri
La via e il palazzo dove sono state girate diverse scene del film.

Il memoriale dell'olocausto
Inaugurato nel 2005, suggestivo. Vi risparmio le foto poi scattate a Buchenwald.

Ristoranti
Macondo, in salsa tedesca (con crauti)...

Più che a Napoli e a Diego, un omaggio all'Allenatore nel pallone!

Architettura DDR
Un bell'esempio di edilizia popolar-socialista... chissà che ne penserebbe Alemanno! Sullo sfondo, Alexander Platz e l'antenna della ex tv di Stato della Germania Est (alta più di 300 metri).

Murales
Nel 1990 un chilometro di muro venne lasciato su per essere dipinto da diversi artisti. Qui sono immortalati lo storico bacio del 1979 tra Honecker e Breznev, la forza travolgente della volontà popolare e... poteva mancare la Sardegna?!



venerdì 30 luglio 2010
martedì 20 luglio 2010
martedì 13 luglio 2010
Terra promessa
Amici,
qui di seguito alcuni scatti da quella che - ancora oggi - non pochi studiosi ritengono essere l'antica Atlantide... leggenda o realtà che sia, ogni volta svela scorci e storie sorprendenti.
Buon tour virtuale!
Le rocce rosse di Arbatax
Cala Mariolu, golfo di Orosei (raggiungibile solo via mare)

Grotte nel golfo di Orosei


Perda Longa - pietra lunga, spettacolare scoglio isolato a picco sul mare, alto oltre 120 metri (sempre nel golfo di Orosei)

Lo scoglio "pan di zucchero" (nell'iglesiente), dominato dalle miniere abbandonate di carbone e bauxite


La spiaggia di Tuerredda, vicino Chia (costa sud-occidentale)

Gairo vecchio, paese fantasma distrutto dall'alluvione del 1951 (qui la Yaris sembra sospesa, come in un quadro di Magritte...)

L'Ogliastra, provincia orientale verdissima e selvaggia (...nonché patria del Cannonau!)



Animali sardi...


...cartelli sardi...

...partiti sardi...


... e bellezze sarde!
qui di seguito alcuni scatti da quella che - ancora oggi - non pochi studiosi ritengono essere l'antica Atlantide... leggenda o realtà che sia, ogni volta svela scorci e storie sorprendenti.
Buon tour virtuale!
Le rocce rosse di Arbatax
Cala Mariolu, golfo di Orosei (raggiungibile solo via mare)

Grotte nel golfo di Orosei


Perda Longa - pietra lunga, spettacolare scoglio isolato a picco sul mare, alto oltre 120 metri (sempre nel golfo di Orosei)

Lo scoglio "pan di zucchero" (nell'iglesiente), dominato dalle miniere abbandonate di carbone e bauxite


La spiaggia di Tuerredda, vicino Chia (costa sud-occidentale)

Gairo vecchio, paese fantasma distrutto dall'alluvione del 1951 (qui la Yaris sembra sospesa, come in un quadro di Magritte...)

L'Ogliastra, provincia orientale verdissima e selvaggia (...nonché patria del Cannonau!)



Animali sardi...


...cartelli sardi...

...partiti sardi...


... e bellezze sarde!
lunedì 5 luglio 2010
L'Imperatore... di Porano?
giovedì 24 giugno 2010
Commenti in libertà (da Radio Padania)
Altro che Teste di Calcio!
Per Matteo Salvini, l'Italia del Mondiale 2010 "è stata la squadra più brutta della storia allenata nel modo più bislacco possibile. Non mi dispiace per l'antipatico Lippi e per quelli che sono scesi in campo. Se contro la Slovacchia avessero giocato il Chievo o il Novara o la mitica nazionale padana avrebbero certamente vinto e fatto una figura migliore".
E da Radio Padania arrivano anche gli sfottò degli ascoltatori. "Sono un fervente leghista, sono convinto che Bossi abbia sempre ragione anche quando dice che la partita è stata comprata. Ma stavolta la colpa è di Tremonti che non ha dato soldi a Lippi", hanno detto da casa a microfoni aperti.
"Oltre ad attaccare l'italia attaccherei tutte le squadre che continuano a portare extracomunitari: anche questo è all'origine della disfatta. L'unica squadra è la Padania, che investe su giocatori locali", ha sentenziato un altro ascoltatore.
Calderoli ha preso di mira i giocatori, definendoli "semplicemente ridicoli, pagati milioni ma con gambe di gelatina e fiato corto". Secondo il ministro, "con questa sconfitta si conclude indecorosamente la via crucis della nazionale, il cui epilogo era comunque scontato".
Calderoli concorda con Radio Padania: "Mi spiace per i tifosi - ha detto - ma mi spiace decisamente meno quando penso all'arroganza di Lippi e ai capricci di alcuni bambini viziati della nazionale, che non volevano neppure rinunciare a dei premi che tanto tutti sapevano che mai avrebbero preso. Questa prematura eliminazione non è altro che il risultato di una demenziale politica sportiva, che ha portato alla cancellazione dei nostri vivai e che ha fatto sì che a vincere il campionato e la Coppa Italia, oltre che la Champions League, sia una squadra che di nostrano non ha neppure l'allenatore. Purtroppo per Lippi, però, in nazionale non possono giocare gli immigrati di lusso dello sport, e questi risultati ne sono la logica conseguenza".
Vista la clamorosa debacle azzurra, Calderoli è poi passato al contrattacco. "Ora, pensiamo a far giocare nelle nostre squadre di club i giocatori nostrani, i prodotti dei nostri vivai", ha concluso il ministro.
Per Matteo Salvini, l'Italia del Mondiale 2010 "è stata la squadra più brutta della storia allenata nel modo più bislacco possibile. Non mi dispiace per l'antipatico Lippi e per quelli che sono scesi in campo. Se contro la Slovacchia avessero giocato il Chievo o il Novara o la mitica nazionale padana avrebbero certamente vinto e fatto una figura migliore".
E da Radio Padania arrivano anche gli sfottò degli ascoltatori. "Sono un fervente leghista, sono convinto che Bossi abbia sempre ragione anche quando dice che la partita è stata comprata. Ma stavolta la colpa è di Tremonti che non ha dato soldi a Lippi", hanno detto da casa a microfoni aperti.
"Oltre ad attaccare l'italia attaccherei tutte le squadre che continuano a portare extracomunitari: anche questo è all'origine della disfatta. L'unica squadra è la Padania, che investe su giocatori locali", ha sentenziato un altro ascoltatore.
Calderoli ha preso di mira i giocatori, definendoli "semplicemente ridicoli, pagati milioni ma con gambe di gelatina e fiato corto". Secondo il ministro, "con questa sconfitta si conclude indecorosamente la via crucis della nazionale, il cui epilogo era comunque scontato".
Calderoli concorda con Radio Padania: "Mi spiace per i tifosi - ha detto - ma mi spiace decisamente meno quando penso all'arroganza di Lippi e ai capricci di alcuni bambini viziati della nazionale, che non volevano neppure rinunciare a dei premi che tanto tutti sapevano che mai avrebbero preso. Questa prematura eliminazione non è altro che il risultato di una demenziale politica sportiva, che ha portato alla cancellazione dei nostri vivai e che ha fatto sì che a vincere il campionato e la Coppa Italia, oltre che la Champions League, sia una squadra che di nostrano non ha neppure l'allenatore. Purtroppo per Lippi, però, in nazionale non possono giocare gli immigrati di lusso dello sport, e questi risultati ne sono la logica conseguenza".
Vista la clamorosa debacle azzurra, Calderoli è poi passato al contrattacco. "Ora, pensiamo a far giocare nelle nostre squadre di club i giocatori nostrani, i prodotti dei nostri vivai", ha concluso il ministro.
mercoledì 16 giugno 2010
martedì 15 giugno 2010
Addio a "bocca di rosa"?
È morta oggi all’ospedale "Villa Scassi" di Genova Sampierdarena Liliana Tassio.Secondo molti la sua vita di strada ispirò De Andrè, in particolare "Bocca di rosa", il pezzo in cui più si riconosceva il cantautore genovese.
Dori Ghezzi e Paolo Villaggio, però, smentiscono.
Il pezzo del Secolo XIX.
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